Descrizione del progetto e obiettivi:

Il progetto “I Cammini lenti della Solidarietà”, co finanziato dalla Fondazione di Modena e dal Comune di Modena, prevede una settimana di cammino, zaino in spalla, nel parco del Frignano da ripetersi per 3 gruppi, ciascuno composto da 20 ragazzi tra gli 11 e i 15 anni, tra cui minori non accompagnati, migranti e profughi provenienti da varie parti del mondo.

I cammini si svolgeranno in un arco temporale che va da giugno 2022 a settembre 2023.
Ogni gruppo sarà accompagnato da 6/7 volontari adulti con specifiche competenze nel settore dell’educazione e accoglienza.

Prima di ogni settimana di Cammino, sono previsti incontri con i ragazzi e genitori per illustrare e preparare all’esperienza dei “Cammini lenti della Solidarietà”, dopo verranno organizzati incontri post esperienza con “restituzione del vissuto” tramite immagini, parole e musica.

I cammini rappresentano un’importante occasione di apprendimento per ragazzi e giovani e possono incidere sul loro futuro relazionale e sociale, oltre ad essere un incentivo per migliorare le proprie condizioni di salute sperimentando corretti stili di vita.

Inoltre “I Cammini lenti della Solidarietà” sono vie di comunicazione che mirano a migliorare la consapevolezza di un’identità culturale comune dei ragazzi e di una cittadinanza europea, fondata su un insieme di valori condivisi, che diventano tangibili attorno ad itinerari che ripercorrono la storia delle influenze, degli scambi e dell’evoluzione delle culture in Europa.

Sei giorni, per vivere insieme l’emozione del fare e stare insieme calandosi pienamente nel concetto di Welfare di comunità con attività di team building esperienziale, ascoltare “i racconti della luna”, giocare, ridere, camminare e scoprire il valore dell’amicizia.
L’obiettivo generale è quello di migliorare il benessere psicofisico dei minori con conseguente riduzione del disagio sociale degli stessi e acquisizione di corretti stili di vita.

L’obiettivo specifico è quello di creare integrazione valorizzando le singole personalità dei ragazzi attraverso esperienze di accoglienza emozionale, facilitando la comunicazione tra pari e approfondendo la conoscenza reciproca, consapevoli che non vi è buona integrazione senza una buona accoglienza; ma è vero anche il contrario: non è possibile accogliere se non si è in grado di integrare.

Siamo certi che la totalità dei ragazzi, dopo quest’esperienza, avrà acquisito più sicurezza nel rapportarsi con i coetanei e con gli adulti, superando il timore di relazionarsi con gli altri e in particolare, il timore di non essere accettato dai coetanei.