L’attività di cooperazione internazionale di Modena per gli Altri si svolge in Etiopia, paese situato fra l’equatore e il tropico del Capricorno, in quella parte di Africa orientale che è conosciuta anche come Corno d’Africa.

In particolare i progetti di Modena per gli Altri si sviluppano nella zona rurale di Hadiya, nei villaggi di Shallala, Orde e Maldo, che si trovano nella Regione delle Southern Nations, Nationalities and Peoples (SNNPR).

È questa un’area prevalentemente rurale e ad alta densità abitativa, caratterizzata da scarsità di servizi, di infrastrutture, di sistemi di approvvigionamento idrico e da livelli di sicurezza alimentare molto bassi.

Nel corso degli anni MOXA ha rilevato in questa zona un aggravarsi delle condizioni di vita della popolazione a causa dei cambiamenti climatici.

Ancora più a sud, Modena per gli Altri è presente con il supporto a progetti di altre associazioni nella cittadina di Gassa Chare nel Dawro Konta. Anche qui la gente vive principalmente di agricoltura di sussistenza e di pastorizia. È una zona con un’alta densità di popolazione, montagnosa e con un sottosuolo ricco di acqua, ma anche qui l’accesso all’acqua pulita, per la mancanza di fonti protette, è molto scarsa.

Infine Modena per gli Altri sostiene anche il progetto di una scuola primaria ad Addis Abeba, la capitale.

Qualche notizia sull’Etiopia

La Repubblica Federale Democratica Etiope è il secondo paese più popoloso del continente africano con 123.379.924 milioni di abitanti (OMS 2023), ed un tasso annuo di crescita della popolazione del 2,6 % (OMS 2022).

La repubblica etiope è caratterizzata da una grande varietà etnica: sono presenti più di 90 etnie, di cui la Oromo è la più numerosa (40%).
Le religioni praticate variano a seconda dell’etnia: prevalenti il gruppo ortodosso (amara e tigrini, circa 40%) e musulmano (somali, afar, 45-50%). La lingua ufficiale è l’amarico, anche se i dialetti e le lingue tipiche dei gruppi etnici sono molto numerose.

Una lunga storia
La storia dell’Etiopia è estremamente complessa ed è caratterizzata da una progressione infinita di eventi.
Le prime notizie storiche sull’Etiopia vera e propria risalgono alla formazione del Regno di Aksum, che a partire dal 4° secolo a.C. si estese sulle regioni settentrionali del paese, dove da tempo si erano stabilite popolazioni immigrate dall’Arabia meridionale.
Verso la metà del 4° secolo d.C. fu introdotto il cristianesimo, che è ancora fortemente radicato in molte zone del paese, mentre la presenza islamica risale all’incirca alla metà del 600 e nel tempo ha conosciuto un progressivo incremento.

Con un salto di secoli ricordiamo solamente che l’Etiopia fu terra di conquista degli italiani, prima con un trattato economico che fu interpretato dall’Italia largamente a proprio favore, poi con campagne militari e nel 1935 con una vera e propria invasione che costrinse il negus Ḫāyla Sellāsyē a fuggire all’estero. Nonostante una resistenza accanita in tutto il paese, le armate di Badoglio arrivarono a Addis Abeba nel 1936 e pochi giorni dopo fu proclamato l’impero. L’ occupazione italiana dell’Etiopia fu molto parziale e numerose furono le ribellioni di gruppi resistenti, tutte represse con violenza estrema e migliaia di vittime. In particolare nel 1937, dopo un fallito attentato al governatore Graziani, il 19 febbraio il federale fascista della capitale, Guido Cortese, sguinzagliò per Addis Abeba centinaia di squadre d’azione, che si dedicarono ad una forsennata e sanguinaria “caccia al moro”. La violenta e indiscriminata rappresaglia durò tre giorni durante i quali furono assassinati moltissimi etiopi: i giornali inglesi e francesi dell’epoca riportavano cifre oscillanti tra i 1400 e i 6000 morti, anche donne e bambini (30.000 secondo fonti etiopi). Nel 1941 la rapida disfatta delle forze italiane in tutta l’Africa consentì a Ḫāyla Sellāsyē di tornare ad Addis Abeba.

L’Etiopia poté però recuperare i confini del 1935 solo dopo il ritiro degli Inglesi nel 1954; l’ONU istituì una federazione fra Etiopia ed Eritrea, ma nel 1962 l’Etiopia assorbì l’Eritrea, provocando in quella regione una lunga guerra che terminò solamente nel 2018.
Negli ultimi anni l’Etiopia è stata attraversata dal conflitto con le popolazioni tigrine che di fatto non si è ancora concluso e continua ad affrontare conflitti ricorrenti anche con altre etnie della Federazione, tra cui Amhara e Oroma.

Da sempre i rapporti con i paesi vicini sono molto tesi. Recentemente l’intesa con la Somaliland per consentire all’Etiopia l’accesso al Mar Rosso attraverso uno dei principali porti del Somaliland, Berbera, ha riacceso le tensioni con la Somalia.
Le forti tensioni che la vedono impegnata con l’Egitto sono invece causate dalla questione della Diga del Grande Rinascimento etiope (Gerd) sul Nilo.
L’Egitto fa affidamento sulle acque del Nilo per il 97% del suo fabbisogno idrico: la disponibilità di acqua rappresenta un problema di sopravvivenza per il paese nordafricano, dunque di sicurezza nazionale. La questione verte sulla mancanza di un accordo sui meccanismi e le tempistiche di riempimento della diga, oltre che sulla quantità di acqua che il progetto sottrae ai paesi a valle.

Attualmente l’ Etiopia registra 4,5 milioni di sfollati interni in fuga da guerre, disastri climatici e instabilità economica. La maggior parte di questi si concentra nelle regioni del Tigray, Ogaden e Oromia. Va ricordato che l’Etiopia è il terzo paese in Africa per numero di rifugiati stranieri accolti. Secondo l’UNHCR il paese ospita oltre 823.000 rifugiati e richiedenti asilo provenienti principalmente dal Sudan, dal Sud Sudan, dalla Somalia e dall’Eritrea.

Il valore ISU (un indice per valutare il progresso a lungo termine in tre dimensioni fondamentali dello sviluppo umano: una vita lunga e sana, l'accesso alla conoscenza e un tenore di vita dignitoso) per l'Etiopia è di 0,497, che colloca il Paese nella categoria "Basso sviluppo umano", al 180° posto su 193 paesi e territori.
In particolare il valore ISU per le donne è pari a 0,465, a fronte di 0,525 per gli uomini UNDP).

Il paese è ancora fortemente dipendente dall’aiuto internazionale e con la sospensione dei finanziamenti Usaid (2024) il paese si trova ad affrontare una crisi umanitaria senza precedenti: ospedali chiusi, licenziamenti nel settore sanitario e milioni di persone senza aiuti alimentari. Si pensi infatti che nell’anno fiscale 2023 l’Etiopia è stato il maggiore beneficiario degli aiuti statunitensi nella regione sub sahariana, con 1,8 miliardi di dollari.
Per coprire i minori introiti dovuti dalla sospensione di questi aiuti, nel marzo del 2025 il parlamento etiope ha introdotto una tassa su tutti i lavoratori.

Etiopia, terra di straordinarie bellezze e di grande interesse storico e culturale

Dal punto di vista naturalistica l’Etiopia è ricchissima, basti pensare che qui si trovano le sorgenti del Nilo Azzurro con imponenti cascate, che il lago Tana è costellato da ben 37 isole, che il paese è percorso con gole e rapide dal fiume Omo la cui valle (un Parco Nazionale di più di 4000 m2) offre meravigliosi paesaggi ricchi di animali e villaggi abitati da numerosi e diversi gruppi etnici. La Rift Valley, oltre che la culla dell’umanità è un susseguirsi di depressioni, di laghi, di fenomeni vulcanici.
Questo paese è considerato la “culla dell’umanità” perché a metà degli anni 70 in una remota zona dell’Etiopia settentrionale furono ritrovati i resti fossili di un lontanissimo antenato dell’uomo che fu classificato come Australopithecus afarensis, ma che tutti conoscono come Lucy, nome che fu dato allo scheletro dagli stessi antropologi.
La storia dell’Etiopia è legata alla leggenda del Re Salomone, della regina di Saba e dell’Arca dell’Alleanza, ed è segnata dall’incontro con il Cristianesimo che ha lasciato sul suo territorio importanti e splendide vestigia.
Ci limitiamo a citarne alcune: le steli di Aksum (V secolo), le incredibili chiese rupestri di Lalibela (XII secolo), i castelli e le chiese dipinte di Gondar (XVI secolo), i monasteri copti sul lago Tana.

Qualche dato in più:

ETIOPIA FONTI
Superficie 1.104.300 kmq
Popolazione 123.379.924,00 OMS (2023)
Pil pro-capite 2023 1.256 US$ Osservatorio Economico MAECI
Accesso della popolazione all’elettricità 55,4% World Bank Group (2023
Inflazione annuale (prezzi al consumo) 30, 2% World Bank Group (2023)
Tasso di crescita popolazione 2.6% OMS (2022)
Aspettativa di vita alla nascita M.66 anni F.69,7anni
Tasso di fertilità 3,99 World Bank Group (2023)
Tasso di mortalità neonatale (ogni 1000 nati vivi) 27 OMS (2023)
Probabilità di morire prima dei cinque anni (ogni 1.000 nati vivi 
46.22 OMS (2022)
Tasso di mortalità materna (ogni 100.000 nati vivi) 195 OMS (2023)
Mutilazioni genitali femminili (FGM) 65,2% per le donne di età compresa tra 45 e 49 anni è del 75,3%, per la fascia d’età più giovane è scesa al 47,1%. FGM/C –Orchid Project (2016)
Tasso di alfabetizzazione degli adulti 52% UNDP (2023)
Iscrizione alla scuola primaria 68% dei bambini in età scolare UNDP (2023)
Iscrizione alla scuola secondaria inferiore circa il 27% UNDP (2023)
Anni medi di scolarizzazione 1,38 per le donne, 3,32 per gli uomini UNDP (2023)