All’inizio del 2011 Moxa ha trasferito, installato e reso operativa nell’ospedale di Dubbo una apparecchiatura radiologica proveniente dall’ospedale di Sassuolo.
Ecco l’aggiornamento in questa breve intervista a Marco Bondi, responsabile per Moxa del Progetto Salute a Dubbo.
Che apparecchiatura è stata trasferita da Sassuolo a Dubbo?
A Dubbo, città a 420 km a sud ovest di Addis Abeba, Moxa ha trasferito la radiologia che fino a pochi mesi era operativa e funzionante all’ospedale di Sassuolo. Si tratta di un’apparecchiatura analogica e non digitale, ma perfettamente funzionante ed adatta ad un ospedale come quello di Dubbo.
In che condizioni è la radiologia trasferita?
In ottime condizioni, poiché la strumentazione è stata disinstallata in modo conservativo ed in seguito revisionata e completamente ricondizionata dalla stessa ditta a suo tempo fornitrice, la “ing. Burgatti” di Bologna. Nelle condizioni attuali ha sicuramente ancora diversi anni di vita utile.
Perché a Dubbo?
L’ospedale St. Mary Small General Hospital di Dubbo, si occupa principalmente di maternità e patologie ginecologiche, di ortopedia e di malattie interne ed infettive ed è stato recentemente ampliato.
Con questo ospedale Moxa ha ormai una sorta di gemellaggio. Si tratta di un ospedale pubblico, ma non statale, in cui operano molti medici anche italiani e che ha come principale finanziatore la Pro Dubbo, una associazione marchigiana. In questa struttura Moxa già negli anni passati aveva trasferito alcune apparecchiature provenienti dall’ospedale S. Agostino. In particolare poi è importante sottolineare che un servizio di radiologia sebbene di base e sostanzialmente per pazienti ambulatoriali è già operativo a Dubbo, con una stima di circa 700 esami al mese, un numero decisamente rilevante.
Come è stato fatto il trasferimento?
Il trasferimento ovviamente è avvenuto via mare e del carico e scarico del container nonché dell’istallazione e della messa in funzione dell’apparecchiatura ci siamo occupati sia io che un ingegnere ed un tecnico del Servizio di Ingegneria Clinica dell’AUSL di Modena.
Quali i costi del progetto?
La radiologia e la sua revisione non sono costate niente a Moxa, perché l’Ausl ha donato l’apparecchiatura e ha coordinato (tramite il Servizio Ingegneria Clinica) il suo ricondizionamento . La ditta costruttrice ha poi fatto la sua parte, garantendo assistenza telefonica al bisogno. I costi residui sono pertanto quelli del trasporto e dello sdoganamento oltre ovviamente al materiale e agli strumenti per le necessarie lavorazioni edili in loco, buona parte dei quali sono rimasti (come previsto) in dotazione al servizio tecnico dell’Ospedale.
Da chi sono stati sostenuti?
Da Moxa che ha raccolto fondi per questo progetto sia attraverso donazioni di privati che attraverso cene sociali ed altre iniziative.
Quali sono i vantaggi per i malati del distretto di Dubbo?
Notevoli, intanto perché la qualità delle lastre che si ottengono con questa strumentazione è decisamente migliore di quelle che potevano avere con quella in loro possesso, ma soprattutto perché la radiologia che abbiamo trasferito permette di fare radiografie a pazienti allettati, eventualmente non coscienti o che non sono in grado di stare in piedi, cosa che con la vecchia risultava estremamente indaginoso, se non impossibile, ed in casi limitati. Le numerose possibilità di movimentazione della struttura a soffitto permettono poi di ottenere particolari “proiezioni” prima non possibili, elevando molto significativamente la potenzialità diagnostica e la gamma di patologie rilevabili.
La radiologia è già funzionante?
Si, adesso Dubbo ha in funzione entrambe le radiologie. E’ stato scelto di lasciarle entrambe operative per una maggiore garanzia della continuità del servizio in questa prima fase, poiché alcune persone percorrono molti kilometri (anche a piedi) per raggiungere l’ospedale. In seguito è previsto che quella vecchia venga portata al piano terra ed utilizzata per la diagnostica della TBC, cosa per cui si presta dignitosamente.
L’ospedale di Dubbo ha le competenze tecniche per mantenere attivo questo servizio?
Certamente, altrimenti Moxa non avrebbe fatto questo “investimento”!
Questo progetto è andato ad ampliare e migliorare funzionalità cliniche e competenze già presenti, che in altra situazione avrebbero richiesto ben altri sforzi formativi, con minore garanzie sull’effettiva efficacia. I due tecnici di radiologia dell’ospedale di Dubbo (di cui uno in possesso di titoli professionalizzanti) ci hanno affiancato durante tutta la fase di montaggio e d’installazione, che è stata tutt’altro che semplice, poi hanno seguito un corso di formazione di due giorni, sufficiente per essere autonomi e perché siano in grado di risolvere eventuali problemi.
E’ stata rilasciata documentazione a corredo in grado di supportare i tecnici all’utilizzo di procedure avanzate e particolari posizionamenti, anche con l’ausilio di materiale fotografico.
E’ stato inoltre verificata la presenza e la disponibilità di un referente locale per l’assistenza tecnica.
Ricordiamo che negli anni passati il Progetto Salute – Dubbo ha avuto il sostegno delle Aziende Sanitarie della Provincia di Modena, dell'APMI (Associazione Piccole e Medie Imprese) della stessa provincia. Il progetto ha permesso il trasferimento di materiale sanitario dai nostri ospedali modenesi al St. Mary Small General Hospital di Dubbo, città a 420 km a sud ovest di Addis Abeba.
Nel 2009 MOXA ha inviato presso questo ospedale come volontario un medico pediatra che ha prestato la sua opera nell'ospedale di Dubbo. Potete leggere la sua testimonianza nella apposita parte del sito.
L’ospedale di Dubbo, che si occupa principalmente di maternità e patologie ginecologiche, di ortopedia e di malattie interne ed infettive si è recentemente ampliata e nel corso del 2010 MOXA ha previsto il trasferimento presso la stessa struttura di una radiologia che si renderà presto libera da un ospedale di Sassuolo.
RESPONSABILE DEL PROGETTO: MARCO BONDI
Nel 2009 è stato inaugurato il pozzo che MOXA ha finanziato (Progetto Accesso all’acqua potabile) grazie anche al contributo della Provincia.
Con questo pozzo il numero potenziale delle persone che possono usufruire di tale servizio è raddoppiato ed è di circa 5500 fra abitanti del villaggio, alunni della scuola, ospiti dell’orfanotrofio, personale e utenti dell’ospedale.