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2009 - Dal Progetto Miele alla Rete dei Mieli

Progetto Miele - Etiopia

Il 2009 per Moxa è stato l’anno del miele. Si sono infatti avuti ottimi risultati in modo continuativo, sia per quello che riguarda la produzione e la raccolta del miele da parte degli apicoltori che erano entrati nel progetto già da alcuni anni e che ormai hanno superato le difficoltà relative alle nuove pratiche apistiche e sono ad un buon livello tecnico, sia per l’allargamento del progetto ad altre comunità ed infine per l’alleanza con Slow Food.

Ma procediamo con ordine. Celso Braglia, responsabile del progetto è stato in Etiopia con altri due apicoltori volontari, Maurizio Boschi e Bruno Pasini, nello scorso novembre e ci aggiorna sulla stato del progetto stesso.

Quanti sono adesso gli apicoltori coinvolti nel Progetto Miele? In quanti villaggi?
Gli apicoltori che sono entrati nel Progetto Miele e che usufruiscono del microcredito sono ormai più di 50. Il gruppo più numeroso è quello di Shallalà, dove operano 21 apicoltori che si sono fra l’altro costituiti in associazione, la ”Shelallà Beekeepers Association”. Il presidente è Sumoro Hagiso, che è anche uno degli apicoltori selezionati per diventare formatori. I membri possiedono più di 100 arnie tradizionali e una quarantina di quelle moderne, sono già inseriti nel programma di microcredito ed hanno iniziato la restituzione di miele.
Anche in altri villaggi del progetto si sono formate piccoli associazioni: a Wolisso ci sono 11 apicoltori che possiedono circa 80 arnie tradizionali e 11 moderne, sono inseriti nel programma di microcredito e dovrebbero iniziare la restituzione. A Horde, i 10 membri dell’associazione possiedono circa 90 arnie tradizionali e 10 moderne. Altri 7 apicoltori si trovano nel villaggio di Ghecce. Questi ultimi possiedono 65 arnie tradizionali e 7 moderne e come per Wolisso, inizieranno presto la restituzione del microcredito.
A Uondo, ci sono tre apicoltori con circa 100 arnie tradizionali ed un’arnia moderna ciascuno, sono nel programma di microcredito, ma non hanno ancora iniziato la restituzione.

Quanto miele è stato raccolto?
Fra Orde e Shallalà sono stati raccolti più di 6 quintali di miele dalle arnie moderne, negli altri villaggi il raccolto è stato buono, ma dato che gli apicoltori non hanno ancora iniziato a restituire il microcredito non abbiamo dati esatti sulle quantità raccolte; in media però sono circa il doppio di quello che avevano raccolto l’anno precedente da uno stesso numero di arnie tradizionali.

Perché gli apicoltori del progetto continuano ad allevare le api anche con la metodica tradizionale che dà una produzione molto minore?
Intanto la metodica moderna è decisamente più complessa ed onerosa; noi iniziamo con un’arnia a testa e ne forniamo altre quando ci è stato restituito il microcredito; inoltre ci teniamo anche a mantenere la produzione tradizionale. Infatti il miele in Etiopia, oltre che come addolcente, è anche un ingrediente fondamentale per la preparazione del tegg, una bevanda alcolica diffusissima. Se questa bevanda viene preparata con il miele estratto dalle arnie razionali ha un sapore diverso da quella preparata col miele prodotto con i metodi tradizionali e non è altrettanto gradita. Col metodo tradizionale infatti gli apicoltori usano una gran quantità di fumo per allontanare le api al momento del raccolto, questo odore rimane nel miele e contribuisce al sapore originario del tegg. Discorso diverso invece per il miele da consumare come tale: su qualsiasi mercato è più richiesto un miele puro e senza odore di fumo. Tutto ciò è una altra evidenza di come la cooperazione decentrata sia fondamentale: i progetti non possono venire calati dall’alto, ma devono essere studiati, calibrati ed eventualmente modificati con i diretti interessati!

Il miele raccolto è stato venduto ? Dove? Come?
Certamente, il mercato è molto ricettivo e disposto a pagare un prezzo alto se la qualità è buona. Per lo più ogni apicoltore ha venduto il proprio miele con i suoi canali, sul mercato locale o ad Addis Abeba, dove è molto ricercato dagli stranieri che vi abitano.

Ci hai già detto che in molti hanno iniziato a restituire il microcredito sotto forma di miele: ci puoi ricordare che cosa viene finanziato da MOXA?
Noi forniamo una arnia completa, il cui costo è di circa 400 birr (20 €); il microcredito prevede la restituzione di questa cifra in 4 anni senza interessi, sotto forma di miele o di denaro, a scelta dell’interessato.

Oltre alla costituzione delle associazioni, quali sono state le novità maggiori del progetto nel 2009?
Abbiamo pubblicato due notiziari in amarico che sono stati distribuiti sia agli apicoltori del progetto sia ad altri contadini interessati all’apicoltura. Con questi notiziari diffondiamo risultati ed informazioni sul progetto, ma soprattutto essi sono uno strumento di formazione e di scambio di idee e di consigli fra gli apicoltori più esperti ed i principianti. Devo dire che per la stesura di questo notiziario, così come per tante altre fasi del progetto, prima fra tutti i contatti con le amministrazioni locali e con i contadini, è di fondamentale aiuto il nostro corrispondente etiope, Zeriun Deselagne. Zeriun, oltre all’amarico e all’inglese, parla perfettamente anche l’italiano e in questi due anni in cui ha lavorato per MOXA è stato fondamentale per rendere più spedite ed efficaci tante fasi dei nostri progetti.

In che cosa consiste la collaborazione con Slow Food?
Slow Food ha due Presidi del Miele in Etiopia. Nel 2009 ha partecipato alla formazione degli apicoltori portando in Italia alcuni etiopi del loro e del nostro progetto. Assieme abbiamo organizzato un convegno ad Addis Abeba ed un altro corso di formazione a Wolisso, con la partecipazione di una quarantina di persone.
La formazione si è valsa di professionisti come Moreno Borghesi del CONAPI. Non sono stati coinvolti i funzionari, ma gli apicoltori in prima persona ed il confronto tra i più esperti e i meno ha trasmesso a questi ultimi non solo esperienza, ma anche entusiasmo, perché si sono resi conto che la strada era percorribile anche per loro.
Inoltre Zeriun ha presentato il nostro progetto ad un convegno dei giovani apicoltori mantovani ed ha ricevuti notevoli apprezzamenti soprattutto da coloro che portano avanti progetti ecologicamente sostenibili.

E in prospettiva?
L’altra grande novità è il programma comune con Slow Food per la costruzione della Rete dei Mieli d’Etiopia in cui sono comprese le comunità che ho elencato prima e i due Presidi del Miele che SF già aveva nel paese africano. Insieme lavoreremo per allargare il progetto ad un numero sempre maggiore di apicoltori. Io, Vittorio Rimini e Zeriun Deselagne ci occuperemo di seguire gli apicoltori, mentre SF si occuperà soprattutto della comunicazione, della promozione e della commercializzazione del miele. Si cercherà di lavorare anche sul miele prodotto tradizionalmente per ottenere un prodotto finalizzato alla preparazione del tegg. Inoltre il notiziario finora pubblicato da MOXA diventerà il giornale della Rete dei Mieli d’Etiopia.

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