CHI SIAMO - COME LAVORIAMO



PRINCIPI GENERALI E VALORI CONDIVISI


L’origine della cooperazione decentrata si può far risalire alla legge 49/87, che riconosce e definisce il ruolo degli ENTI LOCALI. Tuttavia la presa di coscienza delle amministrazioni locali e le normative da esse varate hanno preso atto del crescente coinvolgimento della società civile sempre più consapevole che tra le popolazioni del mondo esistono squilibri sociali ed economici profondi che determinano gravi sofferenze individuali e collettive, non più tollerate né tollerabili, e che spesso sono aggravate dalla carenza dei diritti vitali fondamentali quali il diritto al lavoro, all’istruzione di base, alla tutela della salute, al diritto all’autodeterminazione, al diritto di espressione, di associazione, di partecipazione.
Esiste oggi una maggiore consapevolezza del contesto storico ed economico in cui si opera. Infatti, mentre agli inizi degli anni 90 ci si muoveva prevalentemente in un'ottica di emergenza (assistenza delle situazioni di miseria più estrema) con la convinzione diffusa che il mercato globale avrebbe progressivamente risolto i problemi, a partire dalla fine degli anni 90 si è affermata la coscienza che le attuali dinamiche del mercato non fanno altro che accentuare le differenze tra aree ricche e aree povere o impoverite del mondo.
Con questo documento si vuole stimolare il mondo dell’Associazionismo modenese a sperimentare nuove strategie di intervento, operanti nel medio periodo e definite geograficamente, che favoriscano la cooperazione con le popolazioni locali a cui va restituita l’effettiva titolarità dei progetti, della propria storia e della propria cultura.
La definizione di cooperazione decentrata è tuttora aperta e senza precisi confini; ma, lungi dal costituirne un limite, questo fatto può diventare garanzia di dinamicità, capacità di rivalutazione e, all'occorrenza, autocritica.
Le Associazioni che parteciperanno ai Tavoli Paese per la cooperazione decentrata e la Solidarietà internazionale del Comune di Modena dovranno quindi condividere i seguenti principi:


  partecipazione e confronto
  rispetto delle differenze
  valorizzazione delle autonomie e dell’autodeterminazione
  sostenibilità
  trasparenza



PARTECIPAZIONE E CONFRONTO


Rispetto al passato occorre maggiormente stimolare la partecipazione dei soggetti interessati ai progetti e il confronto tra e nelle Associazioni al fine di evitare:

  il centralismo: le decisioni importanti riguardanti un gran numero di persone vengono prese in pochissime sedi senza il coinvolgimento delle comunità locali;
  l’assistenzialismo: gli interventi programmati spesso, anziché formare capacità e competenze in loco alimentano la dipendenza e la passività dei beneficiari;
  il professionismo umanitario: che rischia di creare una casta di professionisti, spesso provenienti dai paesi ricchi, avulsa dal contesto dell’intervento e autoreferenziale.



RISPETTO DELLE DIFFERENZE


Favorire la crescita LOCALE INTEGRATA vuol dire andare oltre il semplice flusso unilaterale di risorse finanziarie, materiali ed umane, ma collocarsi su un piano di PARITA' CULTURALE, di rispetto delle differenze, di scambio di esperienze e di informazioni. In altri termini, con la cooperazione decentrata si vuole attivare un rapporto ORIZZONTALE, di parità, del tutto diverso da quanto è derivato dal vecchio concetto di “aiuto allo sviluppo” che collocava i vari attori su piani differenti definendo modelli esistenziali e di sviluppo unilaterali e omologanti.



VALORIZZAZIONE DELLE AUTONOMIE E DELL’AUTODETERMINAZIONE

Innanzi tutto occorre riflettere criticamente sul paradigma dello sviluppo così come si è affermato nei paesi ricchi, uscire da un immaginario economico fondato sul concetto di crescita, sull’aumento della produzione, dei profitti, dei consumi, delle prestazioni tecnologiche. Occorre darsi come punto di riferimento gli indicatori del “benessere e della qualità della vita”, intesi non solo come elementi materiali e quantitativi, ma anche come elementi simbolici e qualitativi: si tratta di pensare ad una cooperazione che investa sulle idee e sulle relazioni oltre che sulle risorse materiali, che sia più permeabile ai bisogni reali espressi dalle comunità con le quali opera.



SOSTENIBILITA’

La cooperazione decentrata deve muoversi rispettando sempre la sostenibilità sociale, culturale economica ed ambientale del territorio dove opera per non produrre sconvolgimenti nelle relazioni tra individui, sprechi di risorse trasferendo tecnologie inadatte o alterando l’equilibrio ambientale e l’ecosistema circondante, ma rafforzando le competenze e le risorse locali sostenendo processi di autodeterminazione e di costruzione dell’altrui autonomia.



TRASPARENZA

Le Associazioni che partecipano ai tavoli si impegnano a divulgare il contenuto del loro impegno attraverso iniziative promosse autonomamente ma anche in momenti collettivi insieme alle altre Associazioni e al comune di Modena rendendo disponibili i bilanci e le relazioni annuali



IMPEGNI VERSO LE POPOLAZIONI MIGRANTI PRESENTI A MODENA


Promuovere nella città di Modena la conoscenza della cultura,delle tradizioni e dei costumi dei paesi presso i quali si opera promuovendo scambi ed iniziative che favoriscano la pace e la convivenza nel rispetto reciproco anche tra le diverse etnie.

Per tutti i motivi sopraelencati sono da considerarsi al di fuori di questo ambito e dunque non gestibili né finanziabili dall’Ufficio Cooperazione:

  gli interventi di emergenza: se si intendono quelle situazioni in cui prevale la necessità di portare un aiuto immediato e limitato nel tempo (tsunami, epidemie, altre calamità), anche perchè richiede competenze differenti e più specifiche.
  i gemellaggi: se si intendono rapporti solo simbolici, anche nel senso dello scambio culturale, come tradizionalmente è stato.
  i rapporti esclusivamente o prevalentemente commerciali


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