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La Casa di Maternità di Mendida

DSCN3288La casa inaugurata nel dicembre 2005 è pienamente operativa dal gennaio 2006 e può ospitare 6 gravide contemporaneamente.

MOXA si è assunta l’onere di contribuire con una donazione di 500 € annui per le spese di gestione (stipendi del personale, acquisto di materiale igienico-sanitario ecc.).
La casa serve come luogo di accoglienza soprattutto per le donne che scelgono di partorire in un luogo più sicuro della casa Moxa garantisce la gratuità dell’assistenza

Essa è parte di un progetto più articolato e complesso che punta al miglioramento dell’assistenza alla gravidanza, al parto e al puerperio nell’area di Mendida e Shelallà (in quest’ultimo villaggio in collaborazione con Parma per gli altri) che prevede una campagna permanente di sensibilizzazione e formazione delle ostetriche tradizionali sia sui temi della gravidanza (prevenzione, igiene, assistenza) e del controllo delle nascita sia sui temi delle pratiche delle mutilazioni genitali femminili, nonché al miglioramento e al coordinamento dell’attività con il presidio sanitario di Mendida e con l’ospedale di Deber Berhan, entrambi governativi.

foto   5 maternità

Il contesto:

La zona è caratterizzata da scarsità dei servizi e delle risorse economiche, isolamento geografico e culturale, difficoltà di approvvigionamento idrico dovuto alla crescente siccità, insoddisfacente livello del servizio sanitario pubblico, sia in termini di qualità che di quantità di strutture e risorse umane. L’Etiopia soffre, infatti, gravi carenze nel numero del personale ospedaliero, con una media di 1 medico ogni 30.000 abitanti e 21 infermieri ogni 100.000, 1 ostetrica ogni 100.000 abitanti, tanto che solo 28 donne su 100 ricevono una visita medica durante la gravidanza.

La patologia infettiva rappresenta l’80% dei problemi sanitari del paese.

L’elevato tasso di fertilità, le diete alimentari povere e il limitato accesso ai servizi di ostetricia e di ginecologia, contribuiscono a uno dei più alti livelli di mortalità materna nel mondo, pari a 720 morti a fronte di 100.000 nascite. Solo il 6% delle gravide è assistita al parto da personale sanitario qualificato. Non è un caso che la causa principale della morte dei neonati sia il tetano, provocato dal taglio del cordone ombelicale con lame non sterilizzate. La mortalità sotto i 5 anni è molto elevata e tocca 109 bambini su 1000 nati e il 34,6% dei bambini sotto i cinque anni è sottopeso. Altre malattie molto comuni sono l’HIV/AIDS, l’anemia causata un’alimentazione povera di ferro, infezioni intestinali e malaria.

I dati riportati sono tratti da World Health Statistics, 2010, WHO.

foto 1 matenitàDescrizione del progetto

Il progetto vuole contribuire al miglioramento della salute materna e alla diminuzione della mortalità infantile nei villaggi di Mendida e Shelallà, insieme a Parma per gli altri e in linea con gli Obiettivi di sviluppo del millennio dichiarati dalle Nazioni Unite. L’obiettivo è di ridurre il tasso di mortalità materno-neonatale attraverso un’appropriata assistenza alle donne in gravidanza.

Nel giugno 2013 a Shellalà si sono svolti corsi di formazione delle levatrici tenuti dal personale della clinica e/o del personale medico e ostetrico volontario, corsi che consistono in incontri mensili per l’approfondimento delle tematiche legate alla gravidanza e al parto; le levatrici si impegnano ad accompagnare le donne in clinica in caso di parto difficile e di seguire nel villaggio i neonati per favorire le vaccinazioni infantili.
foto 3 maternitàLe donne in gravidanza che si rivolgono alla Clinica di Shellallà o alla Casa di Maternità di Mendida per le visite, effettuate secondo il protocollo del WHO, partecipano ad incontri organizzati dal personale per informazioni sul travaglio, parto e assistenza al neonato.

Alle donne in gravidanza che versano in condizione di denutrizione e/o anemia vengono somministrati integratori e preparati a base di ferro.
La Casa di Maternità consente la permanenza delle partorienti nei giorni necessari all’espletamento del parto e del dopo parto, fino a quando non sono in condizione di ripercorrere la strada per il rientro al villaggio.

A settembre 2013 MOXA ha inviato una ostetrica volontaria che ha lavorato per due mesi nella casa di Maternità di Mendida ed un’altra è stata a Shallalà fra il dicembre 2013 e gennaio 2014. Le due ostetriche si sono occupate in collaborazione con le locali cliniche di:

  • formazione operatori e levatrici tradizionali,
  • monitoraggio dell’attività di accoglienza al parto (che il Governo richiede siano gratuite) con realizzazione di una scheda per la raccolta dati.